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Psicologia e Apprendimento

Il blog di Centro Leonardo

Come gestire l'incertezza

Una situazione come quella che stiamo vivendo può farci sentire sopraffatti, troppe informazioni da troppe fonti, spesso contrastanti e di solito poco rincuoranti, possono letteralmente mandare in tilt la nostra normale capacità di valutare e gestire ciò che ci circonda, persino le piccole cose possono diventare molto grandi. Può succedere di avere proprio difficoltà a comprenderle, un po' come succede dopo una notte in bianco. È come se avessimo molti cavi collegati ad una presa elettrica e ci accorgiamo che questo sta sovraccaricando l'impianto. L'impianto siamo noi e l'elettricità è il flusso di informazioni e pensieri generati da questo momento: faremmo quindi meglio a iniziare a scollegare alcuni di questi cavi. Scollegarci non vuol dire disinteressarci, ma cercare di diradare un po' la nebbia per vederci meglio.

Utilizzando Google Trends abbiamo visto come per alcune parole chiave ci sia stato un aumento esponenziale nelle ricerche nel periodo Marzo/Aprile 2020. È del tutto normale che alcune parole come "decessi" vedano un simile aumento di ricerche, ma le query di ricerca "quando finirà" o "come fare" fanno capire come siano proprio le certezze ad essere venute meno (a fondo articolo riportiamo i grafici).

Quello che stiamo vivendo è un periodo molto particolare per il quale non ci sono tutorial o istruzioni chiare, dobbiamo darci la possibilità di sbagliare o di non essere subito pronti ad agire con le nostre tipiche certezze.

E a proposito di questo, una cosa che può aiutare molto, anche se potrebbe non sembrare subito intuitiva, è quella di guadagnare piccole certezze attraverso il controllo di quelle cose che possiamo e riusciamo a gestire direttamente. Per esempio, il nostro garage sembra la stanza di un bambino di 3 anni o un locale di addestramento dei Navy Seals? Non abbiamo mai avuto il tempo (o la voglia) di deciderci a sistemare? Abbiamo l'occasione di farlo premendo il tasto "scollegamento" di cui abbiamo parlato, riuscendo anche guadagnare il controllo di quanto prima fuori controllo. Un piccolo step che ci da un po' di sicurezza in più. Abbiamo tutti bisogno di sentire di avere il controllo nei momenti di incertezza.

Siamo tutti sulla stessa barca. Questa è una grande novità. Normalmente una crisi colpisce un piccolo nucleo, a volte un'area circoscritta, altre volte una più ampia parte della popolazione, ma è molto raro che un evento di una così ampia portata colpisca tutto il mondo contemporaneamente. È importante riflettere sul fatto che ogni cittadino del mondo sta vivendo le nostre stesse paure e preoccupazioni, questo ci aiuta a condividerle e a farci sentire più uniti.

È normale avere paura, non dobbiamo vergognarcene. Tutte le persone possono affrontare un momento di debolezza, è ciò che ci rende umani. Quando queste paure diventano difficili da gestire, è bene chiedere aiuto, è bene non nascondere il nostro stato d'animo, non sarebbe utile a noi e non daremmo un buon esempio a chi ci guarda da vicino, per esempio i nostri figli. Loro sono vulnerabili come noi e da noi apprendono come comportarsi di fronte alle difficoltà. Vogliamo mostrare loro che condividere le emozioni è giusto e fa bene, proprio come quando telefoniamo al dottore perché qualcosa non va.

Potremmo provare a essere gentili con noi stessi. Spesso siamo molto duri nei nostri confronti, eppure sappiamo bene che per ottenere buoni risultati è necessario essere motivati, non diremmo mai a un figlio o a un caro amico una frase come "sei un inetto" oppure "non stai capendo nulla" o ancora "stai sbagliando tutto". Probabilmente ci rivolgeremmo loro con frasi come "non importa", "riproviamo insieme" o "ce la faremo". Tra le due versioni c'è tutta la differenza del mondo! Lo sappiamo bene ma non attuiamo questa gentilezza verso di noi. Bene, questa nuova situazione ci suggerisce di iniziare a farlo. Dopotutto ciclicamente l'uomo ha dovuto affrontare emergenze di vario tipo, nell'ambito dei conflitti, in quello sanitario, economico, climatico, e sempre il sole è sorto per un nuovo giorno. Ora dobbiamo decidere che memoria vogliamo portare dentro di noi quando tutto questo sarà finito e che persone vogliamo essere.

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