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Psicologia e Apprendimento

Il blog di Centro Leonardo

Come aiutare le ragazze a gestire le attenzioni indesiderate?


Il periodo della pubertà può diventare difficile per le ragazze. La maggioranza delle donne sperimentano, a partire da questo periodo, attenzioni indesiderate che possono andare da un semplice commento a situazioni più serie e rischiose. Il 99% delle ragazze, secondo un recente studio, subisce una qualche forma di molestia, verbale o fisica, prima di raggiungere la maggiore età.

I genitori possono giocare un ruolo importante nell'insegnare alle ragazze strategie efficaci per aiutarle a gestire queste situazioni.

Spesso le ragazze faticano a bloccare le attenzioni sessuali indesiderate, perché temono di ferire i sentimenti dell'uomo, specialmente quando si tratta di una persona matura. A volte gli adulti tendono a minimizzare queste situazioni, in questo modo però le ragazze non si sentono capite e si rischia di trasmettere loro un messaggio sbagliato: "stai esagerando", "capita a tutte" e frasi simili che sminuiscono gli episodi vissuti. I genitori invece dovrebbero trasmettere un messaggio contrario, cioè che le emozioni delle proprie figlie sono importanti e che sono sempre comprese. Per farlo è importante prenderle sul serio.

Queste emozioni possono spaziare dal fastidio per aver ricevuto un commento inadeguato alla paura nei casi più gravi.


"Ciao bella, come ti chiami?"

"Lasciami il tuo numero!"

"Perché non mi rispondi?"

"Non puoi andartene così!"

"So dove abiti…"


Spesso sentiamo adulti dire frasi come "se l'è cercata, vestita in quel modo", "è colpa sua, è stata troppo carina con lui". Queste parole possono ferire profondamente una ragazza e in qualche modo possono contribuire a farla sentire responsabile della situazione. Quel che è peggio, è che le ragazze possono sviluppare un senso di vergogna del proprio corpo, percependolo come qualcosa di sporco e di negativo. La diretta conseguenza è che la ragazza sarà meno propensa a chiedere aiuto quando si troverà in situazioni spiacevoli e da genitori non vogliamo certamente che questo accada.

È altresì importante evitare reazioni spropositate, infatti è normale per un genitore voler proteggere la propria figlia, ma è utile comprendere che non si potrà essere al suo fianco per sempre e per cui è indispensabile aiutare le ragazze ad imparare a proteggersi.

Il primo passo per farlo è aiutarle a riconoscere le proprie emozioni, per avere la forza di dire "perché mi stai facendo questo?" oppure "quello che dici mi fa stare male".

In secondo luogo è importante impostare dei confini: "nessuno può permettersi di toccarti se non lo desideri". Avere dei confini ben stabiliti aiuta le ragazze a dire "no" quando sentono di trovarsi in una situazione indesiderata, che si tratti di una mano sulla spalla, un bacio o un altro contatto fisico, anche quando questo proviene da una persona conosciuta.

A volte può essere difficile per una ragazza capire quando una situazione sta prendendo una svolta spiacevole; di seguito alcune domande che possono aiutare:

  • Ti fa piacere stare con questa persona?
  • Senti pressioni per fare qualcosa che non desideri?
  • Hai accettato delle richieste per non ferire i sentimenti di un'altra persona?
  • Sei preoccupata all'idea di allontanare questa persona?
  • Hai paura di quello che può dire o fare se dici "no, non mi va"?

Una cosa che spesso non viene presa in considerazione è che per molte ragazze, soprattutto nella difficile età della pubertà, essere viste come carine, gentili, sorridenti e sempre disponibili può essere un vero e proprio obiettivo. La popolarità e l'attenzione degli altri sono valori a cui un'adolescente fa fatica a rinunciare: proprio per questo diventa importante aiutarle a interiorizzare che chiunque si voglia avvicinare deve avere rispetto per le loro emozioni e sentimenti. Se e quando questo non avviene, devono essere capaci di dire "no", "non mi interessa", "non mi va di fare quello che mi chiedi" e "fermati".

È quindi utile avere un piano nel caso in cui situazioni spiacevoli bussino alla porta:

  • allontanarsi è sempre una buona strategia;
  • chiamare e restare al telefono con un amico, fino a che non si è al sicuro, è altrettanto consigliabile; 
  • entrare in un esercizio pubblico può aiutare a scoraggiare un comportamento aggressivo, che di norma è più probabile che avvenga all'aperto; 
  • chiedere a qualcuno di essere accompagnata per alcuni metri per non mostrarsi sole;
  • infine sicuramente è bene chiarire che la situazione crea disagio, che non si ha intenzione di subire ulteriori molestie e se necessario alzare la voce per attirare l'attenzione delle altre persone per ricevere aiuto.


I genitori dovrebbero ribadire, ad ogni occasione utile, che essere infastidita in strada sarà anche frequente, ma non per questo accettabile.

Se un evento del genere accade, e purtroppo le statistiche dicono che è frequente, sia questo un semplice commento spiacevole ricevuto in strada o una molestia fisica, facciamo capire che i genitori sono presenti. Spesso chi subisce una molestia fatica a parlarne, a volte sono necessari giorni o settimane, ma i genitori sapranno aspettare e saranno pronti ad ascoltare con rispetto, interesse e attenzione.


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