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Psicologia e Apprendimento

Il blog di Centro Leonardo

Quali sono le terapie per il Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP)?

Il DOP è un disturbo caratterizzato da rabbia e irritabilità, ribellione, polemica e vendicatività. Esistono una o più terapie per questo tipo di disturbo? Si! Vediamole insieme.


Quando viene diagnosticato un disturbo di questo tipo la terapia è il trattamento di prima linea. Nel caso in cui si tratti di un minore non viene coinvolto solo il soggetto, ma anche i genitori cosicché quest'ultimi possano apprendere strategie di gestione del comportamento.


Negli anni sono state studiate e maturate diverse tipologie di terapia:

  • La terapia cognitivo comportamentale che insegna a sostituire i pensieri e comportamenti inadeguati con quelli positivi e costruttivi (es. sostituendo alla sfida e all'irritabilità pensieri calmanti e strategie positive). Gli obiettivi comuni sono individuare cosa fa scattare nel soggetto un'esplosione e studiare insieme a lui le conseguenze; strategie di apprendimento per la regolazione delle emozioni, un automonitoraggio di quest'ultime in modo tale da capire quando si sta per presentare un episodio e agire in maniera preventiva usando per esempio delle tecniche di rilassamento per mantenere la calma. Inoltre, si cerca di insegnare e di far imparare al soggetto delle reazioni socialmente appropriate a situazioni che provocano rabbia per far sì che possa vivere in maniera ottimale la sua vita;

  • Il Parent management training (PMT) ovvero la formazione dei genitori, va a lavorare sui modelli di risposta di questi che se inadeguati non fanno altro che rafforzare i comportamenti indesiderati dei figli. Viene, infatti, insegnato loro a ignorare il comportamento provocatorio e di ricerca dell'attenzione e di premiare invece il comportamento appropriato;

  • Terapia di interazione genitore-figlio. Questa terapia per i bambini consiste in un coaching genitoriale in tempo reale ovvero il terapista osserva dietro un vetro unidirezionale, quelle che possono essere le ordinarie scene domestiche della famiglia svolte però in una stanza (quindi ambiente strutturale). Durante l'osservazione il terapista parla col genitore attraverso un auricolare dandogli così consigli in tempo reale e vedendo le dinamiche in prima persona senza basarsi sul racconto dei genitori che a volte, senza volerlo, potrebbe essere influenzato dalle loro emozioni e quindi non oggettivo;

  • Collaborative problem solving (CPS), con questa terapia viene riconosciuto che alle persone con diagnosi di Disturbo Oppositivo Provocatorio non manchi il desiderio di andare d'accordo, ma manchino invece le competenze. Viene quindi insegnato loro un metodo basato sulla comunicazione e sul compromesso;

  • La terapia di gruppo fra pari è dove viene insegnato ai bambini il modo migliore in cui interagire tra i loro coetanei. L'obiettivo è quello di fornire ovviamente interazioni e reazioni positive piuttosto che oppositive. Questa terapia ha più successo quando viene svolta in un ambiente non strutturato, ma naturale come per esempio potrebbe essere la scuola.


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