Psicologia e Apprendimento

Il blog di Centro Leonardo

I dubbi di un genitore adottivo

Sarò al pari di un genitore biologico? Mio figlio mi vorrà bene ugualmente? Come dovrò comportarmi quando mi chiederà dei suoi genitori biologici?

Il genitore "vero" del bambino non è chi mette al mondo un bambino ma chi si prende cura di crescerlo, tutelarlo e accudirlo. I bambini sono predisposti fin dalla nascita a costruire un legame di attaccamento con le figure principali di riferimento, le quali hanno il compito di essere la loro "base sicura" per esplorare l'ambiente che li circonda: le qualità di queste iniziali relazioni influenzano quelle successive e la loro personalità. La personalità di un bambino non è, quindi, determinata completamente dall'apporto ereditario ma anche da come l'ambiente educa il bambino, il clima sereno e l'affetto che può donargli per uno sviluppo sano. L'ereditarietà riguarda solo i tratti somatici, come il colore degli occhi e dei capelli, la forma del naso e delle orecchie; la predisposizione ad alcune attività (es. musicali, pratiche, verbali); le capacità intellettive invece hanno sì una componente ereditaria, ma è l'ambiente che gioca un ruolo determinante per lo sviluppo o non sviluppo di queste capacità, mediante l'apporto di positive o negative relazioni familiari. Questi cambiamenti sono chiamati epigenetici e sono permessi quindi dall'interazione tra l'individuo e l'ambiente, il quale può modificare l'attività dei geni senza, ovviamente, cambiare la sequenza del DNA: grazie al vostro sostegno e incoraggiamento, ad esempio, un bambino con temperamento inibito può riuscire ad aprirsi a nuove opportunità e a non aver paura di queste e degli altri. Non scoraggiatevi di fronte alle prime difficoltà, voi potete incidere sulla vita e sul benessere del bambino che avete adottato che diventerà a tutti gli effetti vostro figlio.
Voi genitori adottivi avete tre principali compiti:

  1. riparativo, per la ferita di abbandono e di rifiuto che ha il bambino adottato;
  2. narrativo, per la storia che questi bambini si portano dietro;
  3. contenitivo.

Avete, quindi, la funzione di dare al bambino gli strumenti per aiutarlo ad elaborare i suoi sentimenti sull'abbandono e a costruire la sua identità, facendogli esprimere i suoi vissuti; la storia passata del bambino dovrà essere custodita finché verrà il momento che il bambino potrà comprenderla – nel frattempo potete raccontargliela tramite parole adatte alla sua età. Raccontate come la coppia si è conosciuta e come avete deciso di adottarlo. Durante l'adolescenza assumerete un compito contenitivo perché dovrete riuscire a tollerare e accogliere la rabbia tipica di questa fase, pensando che questa è una emozione dettata dal bisogno di risposte: il ragazzo rielaborerà la sua vita, la sua storia, tra il passato, presente e il futuro, trovando il suo senso di appartenenza alla famiglia adottiva e gli strumenti per poi riuscire a separarsene. I bambini adottati avranno prima o poi il bisogno di fare domande sul proprio passato ed è importante rispondere con empatia per aiutarli a dare un senso al proprio passato, facendogli vedere le cose buone della sua vita per affrontare il dolore in modo resiliente: reperite quante più informazioni possibili sulla famiglia biologica, dandogliele un po' alla volta in base alla sua età, per riuscire a guidarlo nel trovare i corretti significati agli eventi. Cercate di non dare giudizi sui suoi genitori biologici, nemmeno positivi perché rischiano di colpevolizzare il bambino: "se mia madre era così buona perché mi ha abbandonato? Ho qualcosa di sbagliato?". È utile per questi bambini capire il perché sono stati abbandonati ma è ancora più importante aiutarli ad accettare le loro emozioni derivanti da questo e a costruire una loro identità, interpretando e comprendendo ciò che è successo al momento del loro abbandono. Anche voi probabilmente avete subito una perdita: la sterilità. Parlate ed elaborate insieme i vostri vissuti, entrambi avete subito un "lutto": ditegli che avete trovato in lui proprio quello che desideravate. Il lutto è quello di un bambino immaginato e atteso che non è mai arrivato: per superare queste fantasie che non avete realizzato, dovete elaborare e risolvere i sentimenti legati all'infertilità e al lutto e ricordarvi che il bambino che adottate non è un "rimpiazzo" ad un vostro bisogno, ma è lui ad aver bisogno di voi, di cure, di amore e di presenza. Il bambino che adotterete non sarà il bambino che avete immaginato ma un bambino con bisogni, necessità e caratteristiche differenti. Se adottate un bambino già in una età più grande dei 5 anni dovete informarvi e valorizzare le sue autonomie, le sue abitudini, per non cambiare velocemente il suo modo di vivere. I bambini di queste età possono aver già vissuto eventi e momenti negativi e possono vivere con timore anche solo una carezza perché probabilmente figli di genitori alienanti, assenti, anaffettivi, violenti.
Dovrete essere coscienti che i momenti negativi ci saranno a causa della loro maggiore fragilità emotiva, della scarsa fiducia in loro stessi, del senso di colpa e della poca fiducia riposta in loro stessi e negli altri: fategli sentire che può sempre parlare con voi, di qualsiasi cosa ed emozione che sente. Voi genitori dovrete valorizzare e confermare il vostro amore e, con la vostra disponibilità, percepirà di poter essere amato e di meritare amore. Un bambino abbandonato non ha sviluppato un attaccamento sicuro e sarà vostro compito quello di crearlo togliendogli la convinzione che lui è cattivo e potrebbe subire un altro abbandono: lui è amato nonostante i suoi comportamenti negativi.
Oltre ai compiti già elencati, ricordatevi di: dimostrarvi sufficientemente sensibili ai suoi bisogni e disponibili alle sue emozioni, sintonizzandovi con esse e regolandole per dare a lui gli strumenti per poi farlo da solo; accettate vostro figlio per quello che è, anche quando emette risposte e comportamenti negativi, quindi non giudicatelo ma fategli capire il perché dei suoi comportamenti non corretti: questo è fondamentale per la sua autostima. Inoltre, prendete in considerazione le sue idee per promuovere l'autonomia e l'autoefficacia, in un clima di appartenenza familiare pur nel rispetto delle diversità culturali se ci sono; bilanciate i comportamenti amorevoli con quelli autorevoli nella sua educazione: dategli regole e limiti con un senso, agite con compromessi presi insieme al bambino/adolescente facendolo sentire coinvolto nelle decisioni, quindi accettato.
Per contattare enti che si occupano specificatamente di adozione nella vostra regione, per chiedere supporto, consigli, cliccate su questo link: https://www.italiaadozioni.it/la-famiglia/le-associazioni-dei-genitori/

Bibliografia
https://www.genitorisidiventa.org/notiziario/origini-biologiche-il-ruolo-del-genitore-adottivo-quali-compiti
https://www.guidaconsumatore.com/pianeta_donna/genitori_adottivi.html
http://www.alessiamanarapsicologa.it/project/3-compiti-della-famiglia-adottiva/
https://www.giustiziainsieme.it/it/news/129-main/minori-e-famiglia/1604-crisi-adottive-minori-devianti-e-neuroscienze-prove-di-dialogo
https://www.stateofmind.it/tag/adozioni/
https://www.stateofmind.it/2019/04/genitorialita-adozione/#:~:text=Nel%20processo%20di%20adozione%2C%20costruire,nel%20ruolo%20di%20veri%20genitori.
https://www.stateofmind.it/2019/05/attaccamento-adozione/
http://www.grusol.it/informazioni/26-02-11ter.PDF
https://wonderwhy.it/le-molte-cose-che-ancora-non-sappiamo-sul-dna/

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