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Psicologia e Apprendimento

Il blog di Centro Leonardo

Come si interviene sui disturbi del linguaggio (DSL)?

Lo sviluppo del linguaggio non si verifica in modo e in tempi omogenei per tutti i bambini ma è condizionato da fattori esterni, come l'esposizione alla vita sociale, gli stimoli che danno i genitori quando parlano… In ogni caso, prima si apprendono i suoni, poi le sillabe che vengono ripetute formando le parole e successivamente le frasi. Intorno ai 30 mesi di età la maggior parte dei bambini acquisisce una buona capacità espressiva. I bambini commettono spesso errori mentre cominciano a parlare, articolando i suoni, omettendoli, sostituendoli o modificandoli, e/o esprimendosi diversamente rispetto ai pari con parti fondamentali della frasi mancanti: se questi permangono anche oltre la fase nella quale dovrebbero essere superati, oltre i quattro anni, i problemi fono-articolatori possono segnalare un disturbo del linguaggio. Durante lo sviluppo dei bambini è importante notare quando il bambino incomincia a parlare, la presenza del contatto oculare o la sua assenza, e la quantità-qualità delle parole pronunciate nei primi 4 anni di vita. Se dovessero esserci dei ritardi rispetto ai propri pari, avere un consulto con il proprio pediatra e, sotto suo consiglio, con un logopedista può essere d'aiuto, sia per supportare le abilità linguistiche sia per verificare la presenza di un disturbo del linguaggio, che può aumentare la possibilità di instaurarsi di un disturbo dell'apprendimento in età scolare (oltre la metà dei bambini con DSL sviluppa un DSA o difficoltà nell'apprendimento) o delle difficoltà affettive e relazionali.
Le abilità fonologiche (sentire il suono nelle parole, identificare e isolare questi suoni) sono necessarie per la lettura e la scrittura. Oltre a queste abilità, è stato notato come un deficit nella memoria di lavoro fonologica (che permette di trattenere l'informazione sul suono per un breve periodo di tempo e di elaborarla durante lo svolgimento di un compito) sia presente sia nei DSL che nei DSA ed è fondamentale non solo per l'apprendimento di lettura e scrittura, per imparare parole nuove, ma anche per svolgere dei calcoli a mente e dei problemi. Un deficit di memoria di lavoro fonologica comporta difficoltà nella fluenza, nell'automatizzare determinati processi necessari per una buona lettura. Bisogna ricordarsi, però, che "non tutti i bambini con DSL diventeranno automaticamente dislessici, come non tutti i dislessici hanno avuto problemi di linguaggio: alcuni DSA sono dei DSL pregressi", con problemi linguistici nell'articolare parole e frasi complesse, diventando più lenti nell'eseguire questi compiti, perdendo spesso l'attenzione e scoraggiandosi di fronte alle sue difficoltà.
Da qui la possibilità, quindi, di incominciare un percorso riabilitativo e avere la possibilità di recuperare il più possibile questa distanza: oltre al logopedista, psicologo e neuropsichiatra aiutano per ottenere un approccio multidisciplinare. I disturbi specifici e primari del linguaggio colpiscono il 5% della popolazione infantile e sono, quindi, "alterazioni di tipo eterogeneo, legate allo sviluppo neurolinguistico del piccolo e che possono essere associate a difficoltà neuromotorie, sensoriali, cognitive o relazionali e alterano la capacità di elaborare o articolare parole o frasi" ma escludendo come cause deficit uditivi, anomalie dell'apparato orale, disabilità intellettiva. I disturbi del linguaggio secondari sono invece dovuti a lesioni cerebrali causate da malattie infettive, traumi o tumori, a epilessie, a paralisi cerebrali, a otiti o a ritardi mentali più o meno gravi. 


I disturbi del linguaggio si esprimono:

  • nella difficoltà di comunicazione con un ritardo di comparsa delle prime parole (vocabolario inferiore a 50 parole a 24 mesi) e di strutturazione di frasi;
  • nell'alterazione nella produzione dei suoni linguistici (assenza della lallazione tra i 5 e i 10 mesi);
  • in difficoltà lessicali, sintattiche, grammaticali e pragmatiche (usare il linguaggio in modo appropriato a seconda del contesto);
  • scarso uso dei gesti (assenza tra i 12 e i 14 mesi);
  • difficoltà di comprensione del linguaggio parlato e di ordini non contestuali (tra i 24 e i 30 mesi);
  • ridotta presenza di gioco simbolico (fare finta che…) tra i 30 e i 40 mesi.


I DSL riguardano quindi la capacità di usare appropriatamente il linguaggio (linguaggio espressivo) e di comprenderlo (linguaggio recettivo), difficoltà che possono essere presenti contemporaneamente oppure non esserlo: quello recettivo è la forma più grave di DSL.
Questo disturbo causa limitazioni nella comunicazione, nella partecipazione sociale e nella scuola.
Nel percorso diagnostico vengono raccolte le informazioni sulla storia dello sviluppo psicomotorio, linguistico e comunicativo del bambino e successivamente il bambino viene valutato tramite osservazione diretta, ad esempio di momenti di gioco, e test specifici.

Bibliografia
https://www.gavazzeni.it/news/i-disturbi-del-linguaggio-presenti-da-piccoli-possono-essere-alla-base-di-un-futuro-disturbo-specifico-dellapprendimento-dsa/
https://www.google.com/amp/s/www.doveecomemicuro.it/enciclopedia/malattie/disturbi-specifici-linguaggio.amp
https://www.idoctors.it/patologia-disturbi-del-linguaggio-26526
https://www.lrpsicologia.it/dislessia-e-dsl-basi-comuni-per-disturbi-differenti/


 

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