Psicologia e Apprendimento

Il blog di Centro Leonardo

ADHD: canalizzare le energie!

Quando ci troviamo di fronte a una persona, soprattutto a un bambino che non ha ancora raggiunto le sue autonomie, che presenta il disturbo dell'ADHD, ci domandiamo spesso cosa possiamo fare per incanalare le sue energie. Che tu sia un\un'insegnante, un genitore, un educatore o semplicemente una persona curiosa, in questo articolo proveremo a fornirti delle idee in modo tale che tu possa agire nel miglior modo possibile. Questa diagnosi può suscitare nelle persone di riferimento del bambino sconforto e stress poiché si trovano impreparati nella gestione del comportamento del bambino.
Prima di iniziare però è bene fornire una breve descrizione di che cos'è il disturbo da deficit dell'Attenzione e Iperattività (ADHD). Questo è un disturbo evolutivo dell'autocontrollo di origine neurobiologica che interferisce con il normale sviluppo psicologico del bambino. Si manifesta principalmente con difficoltà di attenzione e concentrazione, incapacità a controllare l'impulsività e il livello di attività motoria. È difficile infatti per il bambino controllare il proprio comportamento con lo scorrere del tempo, non riuscendo magari a raggiungere degli obiettivi e questo lo fa sentire frustrato, incapace e può causare lo sviluppo di una bassa autostima.
La prima cosa da ricordare è che il comportamento iperattivo non è una scelta, ma un'espressione di un disturbo, il bambino non sceglie di essere iperattivo, non ne può fare a meno.
Essendo questo un disturbo del neurosviluppo è difficile fare una diagnosi nei primi 4 anni di vita, poiché i sintomi sono difficilmente distinguibili dai comportamenti normali. È infatti con l'ingresso a scuola che si manifestano in maniera evidente (es. il bambino non sta fermo sulla sua sedia, si alza e gira per la classe, parla incessantemente e non aspetta il suo turno). Uno degli errori più comuni che si può commettere e quello di sgridarlo e di dirgli di rimanere fermo, ciò procura infatti al bambino un senso di inadeguatezza e di frustrazione. La soluzione è offrigli attraverso attività costruttive delle opportunità per muoversi. Vediamone alcune qui di seguito.

In un contesto scolastico:

  • Programmare durante la giornata delle attività che lo facciano muovere che abbiano però un fine sensato per il contesto in cui si trova ad esempio distribuire le fotocopie, raccogliere documenti ecc.;
  • Impostare un orario scolastico che alterni materie ad alta e bassa concentrazione (es. fare una lezione di matematica dopo la ricreazione);
  • Fornire altre soluzioni allo stare sempre seduti in classe concedendogli per esempio il permesso di muoversi mentre pensano alla soluzione di un esercizio;
  • Riconoscere che alla base di tutto c'è un problema. Il bambino non sta facendo semplicemente dei capricci, concedergli quindi di alzarsi nel bel mezzo di un test per sgranchirsi le gambe.


In un contesto casalingo:

  • Incoraggiare l'attività fisica e sportiva;
  • Permettergli di alzarsi durante i pasti facendo magari una pausa di qualche minuto per poi riunirsi con la famiglia;
  • Procurarsi una sedia a dondolo. Il ritmo può calmare;
  • Proporre l'uso di CoreDisk cioè un cuscino gonfiabile da posizionare sulla sedia che permette al bambino di muoversi mentre è seduto;
  • Usare una banda elastica con o senza rullo da posizionare ai piedi della sedia sulla quale il bambino è seduto per far si che il bambino ci giochi e muova così i piedi, stando in movimento.

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