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Psicologia e Apprendimento

Il blog di Centro Leonardo

Si parla tanto di dislessia in età evolutiva, ma com'è la vita del dislessico adulto?

Tutti abbiamo sentito parlare di dislessia e di disturbi della lettura, chi tramite compagno di classe a scuola, chi come genitore per il compagno di scuola del proprio figlio o per il figlio di qualche conoscente. Ma di dislessia in età adulta se ne sente parlare? Molto poco. Raramente infatti si sente trattare l'argomento della dislessia oltre l'adolescenza, eppure questo disturbo spesso persiste nell'età adulta e può influenzare anche in maniera significativa il corso della vita.

La dislessia in genere è diagnosticata in infanzia ed è una condizione che fa parte dei disturbi specifici dell'apprendimento (DSA). Si tratta di un disturbo molto variabile da persona a persona, che può rendere molto difficile la lettura e di conseguenza l'apprendimento. Nonostante questo le persone affette da dislessia hanno il potenziale, specialmente se supportate nella maniera corretta, per apprendere e conseguire risultati scolastici esattamente come coloro che non ne sono affetti.

Si tratta di un problema che però non riguarda solo bambini e adolescenti, ma spesso, soprattutto se non trattata adeguatamente, continua ad essere compagno di vita dell'adulto. Se per il bambino o il ragazzo dislessico la lettura può essere il principale intoppo, per l'adulto può non essere così, in quanto la dislessia si modifica con la crescita della persona e assume tratti diversi. Esistono adulti dislessici che riescono a leggere senza problemi avendo sviluppato alcune strategie nel corso degli anni che, in qualche modo, aggirano i problemi di lettura, ma possono mostrare problemi di memoria, di vocabolario o di linguaggio. Gli adulti con dislessia spesso sperimentano difficoltà emotive, come bassa autostima o vergogna, e difficoltà lavorative, dato che può essere molto difficile mantenere a lungo la concentrazione su un compito e svolgere lavori dove è necessario leggere e scrivere molto. Talvolta queste persone tendono a scegliere lavori più laboratoriali manuali, nei quali la richiesta di scrivere o leggere non diventa troppo "massiccia", in modo da mascherare le proprie difficoltà. Se non capiti, magari cercano molto spesso di tenerle nascoste anche a familiari e amici per non sentirsi giudicati, possono essere persone molto sensibili e spesso hanno figli a loro volta dislessici, verso i quali possono sentirsi in colpa per non essere in grado di aiutarli con i compiti e la lettura.

La dislessia quindi smette di esistere superata una certa età? Chiaramente no, semplicemente assume forme diverse e può essere superata con i giusti strumenti.

 

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