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Psicologia e Apprendimento

Il blog di Centro Leonardo

“L'ADHD non è una brutta cosa. Se hai l'ADHD, non devi sentirti solo”

"L'ADHD non è una brutta cosa. Se hai l'ADHD, non devi sentirti solo". Così afferma il famoso cantante dei Maroon 5, Adam Levine. "Ho lottato con l'ADHD per tutta la vita. È stato difficile per me sedermi, concentrarmi e fare i compiti. I miei genitori sono stati molto pazienti e mi hanno aiutato, insieme al mio medico, ad andare avanti con un trattamento che ha funzionato. Le mie lotte, però, sono continuate anche da adulto. Ho avuto problemi, in alcuni momenti, a scrivere le canzoni e a registrare in studio. Non riuscivo a concentrarmi e completare tutto quello che avevo in programma. Mi ricordo in particolare una volta in studio in cui avevo almeno trenta idee nella mia testa, ma non ero in grado di esprimerle. Così sono tornato dal medico, ho descritto i miei sintomi e ho scoperto di avere ancora l'ADHD. Stava influenzando la mia carriera, esattamente come aveva fatto, in passato, con la scuola. Ho imparato che l'ADHD non scompare quando si diventa adulti. L'ADHD non è una brutta cosa e non dovresti sentirti diverso da chi non ne è colpito. Ricorda che non sei solo. Ci sono altri che stanno vivendo la stessa cosa".



Come il cantante dei Maroon 5 sottolinea, l'ADHD non è un disturbo legato solo al periodo infantile, come si riteneva fino agli anni '90. Fino a quegli anni, infatti, i medici generalmente facevano sospendere gli interventi (psicologi, educatori, in alcuni paesi anche farmaci) prima del liceo. Molti giovani, però, si sono accorti che continuavano a manifestare sintomi simili anche dopo la pubertà e hanno lottato per farlo presente sia al mondo della scuola sia alla società in generale. Infatti, l'esperienza clinica dimostra che solo alcuni soggetti dopo l'infanzia mostrano un miglioramento tale da non aver più bisogno di aiuto: due terzi dei bambini con ADHD continuano a cimentarsi con questa condizione anche durante l'età adulta (American Academy of Family Physicians). 



Come muoversi, dunque?
Imparare delle strategie per gestire l'attenzione, conoscere meglio il funzionamento del proprio cervello e sviluppare un metodo di lavoro/studio efficace ed adatto sono sicuramente i concetti chiave. Ogni anno vengono pensate nuove tecniche in soccorso di chi ha difficoltà di attenzione e, tra manuali di auto-aiuto e psicologi specializzati, le risorse non mancano. Avere l'ADHD significa imparare a canalizzare le proprie energie. Con gli strumenti giusti, è un obiettivo più che raggiungibile!


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