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Psicologia e Apprendimento

Il blog di Centro Leonardo

Cosa sono le funzioni esecutive e come aiutare i propri figli a migliorarle.

Oggi parliamo di funzioni esecutive e di quanto siano indispensabili non solo nell'ambito scolastico, ma praticamente in ogni area della vita.

In primo luogo, quando parliamo di funzioni esecutive non intendiamo solo una cosa. Bensì ci riferiamo ad una vasta categoria di capacità cognitive che insieme costituiscono ciò che serve sia per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, ma anche gli obiettivi che ci sono stati fissati dagli altri. Quando diciamo a nostro figlio: "Marco, domani partiamo per le vacanze, prepara la tua valigia", stiamo chiedendo a Marco, di 13 anni, di usare le sue funzioni esecutive.

Vediamo insieme perché: gli stiamo chiedendo di impegnare la memoria a breve termine dovendosi ricordare di essere pronto per partire il giorno dopo; gli stiamo chiedendo di pianificare (vale a dire le abilità di pianificazione) di cosa avrà bisogno per un viaggio che prevede del tempo trascorso in spiaggia, tempo libero e da dedicare ai propri hobby preferiti. Gli stiamo chiedendo anche di avere le capacità organizzative che gli permetteranno di trovare il suo boccaglio e le infradito che non ha più usato dall'estate scorsa. Diamo per scontato anche che Marco si sia preparato in anticipo assicurandosi che tutti i vestiti che vuol indossare in vacanza siano puliti e che abbia pensato a tutto ciò che deve portare, inclusi uno o due libri scolastici. Infine, stiamo chiedendo a Marco di usare la capacità di autoregolazione emotiva che lo manterrà calmo durante i preparativi.

Queste abilità cognitive e autoregolative che sono così importanti per Marco per soddisfare le aspettative dei genitori, e che spesso nella vita di tutti i giorni diamo per scontate, si sviluppano in realtà gradualmente durante l'infanzia e l'adolescenza. E' un processo che richiede tempo, tanto che possiamo dire che si raggiunge la piena maturità delle funzioni esecutive dopo i vent'anni!

Queste capacità sono inoltre particolarmente importanti perché regolano anche l'emozioni e l'impulsività. Aiutano per esempio un bambino a gestire la propria frustrazione quando non ottiene ciò che vuole, così come aiutano un adolescente a imparare come interagire socialmente con gli altri e come partecipare ad una conversazione. Ora avrete chiaro quanto sono importanti!

Alcuni bambini sviluppano queste capacità di autoregolazione e cognitive prima, per altri il processo di sviluppo richiede più tempo. Alcuni bambini, spesso quelli diagnosticati con ADHD o ADD (Disturbo da Deficit di Attenzione o anche solo con Disturbo dell'Attenzione), hanno le funzioni esecutive più deboli rispetto ai loro coetanei, con uno sviluppo più lento di queste competenze anche di tre o quattro anni. Ciò significa che un ragazzino di 14 anni che ha ricevuto la diagnosi di ADHD avrà probabilmente l'autoregolazione emotiva e le capacità organizzative di un bambino di circa dieci anni e da persone non del settore verrà definito "immaturo".

È tuttavia importante sapere che le debolezze nel funzionamento esecutivo sono migliorabili; quindi tutti i bambini, indipendentemente da dove si trovino sulla scala delle funzioni esecutive, possono aumentare queste capacità.

Le debolezze nelle funzioni esecutive in genere sono più problematiche nell'ambiente scolastico, anche se possono manifestarsi in molti modi anche molto diversi tra loro. Il bambino che si muove molto e non riesce a stare seduto a causa di uno scarso controllo degli impulsi attirerà immediatamente l'attenzione dell'insegnante; però anche il bambino che sta seduto tranquillamente con la "testa tra le nuvole" e forte disattenzione è ugualmente in difficoltà a causa della debolezza delle funzioni esecutive. Passando dalla scuola primaria a quella secondaria, i limiti delle funzioni esecutive si manifestano in modo diverso, per esempio un ragazzo delle medie o delle superiori può dimostrare un'incapacità a scrivere un lungo documento o ad organizzare un progetto o a tenere traccia dei compiti.

Ciò non significa che l'ambiente scolastico sia l'unico luogo in cui la debolezza delle funzioni esecutive è problematica: libri, portafogli, telefoni, giacche e chiavi dimenticate in giro e perse sono segni caratteristici di un'incapacità nel pianificare e nel sapersi organizzare, quindi nelle funzioni esecutive.

Tutto ciò può far provare ai genitori un senso di impotenza su ciò che possono fare per aiutare i loro figli in difficoltà. Eppure è importante sapere che i genitori possono dare un enorme contributo nel sostenere lo sviluppo delle funzioni esecutive dei propri figli.

Un esempio è la richiesta fatta a Marco di 13 anni di preparare la propria valigia per le vacanze. Questa richiesta potrebbe essere troppo dura per Marco che ha problemi di memoria e difficoltà di organizzazione. I genitori di Marco possono però fare la differenza.

In passato, sua mamma è entrata nella sua stanza con una lista di tutto quello di cui Marco ha bisogno da mettere in valigia e lo ha fatto per lui.

Questa volta però, la mamma di Marco sta seguendo un approccio diverso. Invece di fargli direttamente lei la valigia, gli ricorda la mattina presto che deve preparare il proprio bagaglio. Poco dopo chiacchiera con lui su tutte le cose che faranno in vacanza e su quanto a lui piace fare snorkeling. In questo modo a Marco probabilmente verrà in mente che la sua attrezzatura è in cantina e così potrà andare a cercarla e così via. Più tardi la mamma di Marco potrebbe chiedergli come vorrà passare il tempo in vacanza oltre a fare snorkeling e a Marco verrà in mente la sua passione per la pesca e correrà a prendere il suo kit.

E' ovviamente da tener presente che questo approccio deve essere graduale. Non si può passare bruscamente dal fare tutto al posto del proprio figlio a chiedergli di gestire tutto da solo. Bisogna fornire gradualmente alcuni supporti lungo il percorso che lo aiuteranno a sviluppare le sue capacità e quindi le sue funzioni esecutive, in questo modo, si può fare un'enorme differenza nella qualità della vita del proprio figlio.

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